La storia della BMW a puntate….

Alla manifestazione Techno Classica di Essen del 2004, BMW festeggiò i suoi 75 anni. La prima vettura del marchio, la celebre utilitaria Dixi, inizialmente denominata 3/15, fu infatti realizzata nel 1929. In questa occasione venne redatto un bel documento in cui si riassumeva la storia del gruppo e la sua evoluzione.

Abbiamo cercato, per sommi capi, di elencare le tappe fondamentali di questa gloriosa storia. Ecco i primissimi lanci del periodo prima della guerra:

Dixi: «Più grande dentro che fuori».
Questo era il significativo slogan della primissima utilitaria del gruppo. Una piccola auto azionata da un motore a quattro cilindri raffreddato ad acqua dalla cilindrata di 750 cc e 15 CV, con il telaio composto da semplici lamiere unite con rivetti. Strano pensare che la prima BMW sia stata un utilitaria, ma d’altronde è errato pensare che la Dixie sia stato un progetto davvero BMW. L’auto infatti fu prodotta su licenza come copia della Austin Seven costruita in Inghilterra dal 1922, una macchina piccola ed economica con motore a quattro cilindri e l’aspetto di una vera automobile. L’ispirazione per la costruzione della Austin Seven l’aveva fornita ancor prima il mitico modello Ford T. Un grandissimo successo commerciale.

3/20 CV: la prima vera BMW.
Nel 1932 è l’anno in cui è varata la prima vera BMW. La 3/20 CV è disponibile come coupé due porte, come automobile da turismo aperta oppure come cabriolet a quattro posti.

303: la prima BMW con motore sei cilindri in linea.
Nel 1933 è l’anno della BMW 303, capostipite di una lunga e gloriosa tradizione di sei cilindri BMW. La BMW 303 è anche la prima automobile a presentarsi con il classico rene sulla calandra.

326: BMW conquista il primo posto.
Al salone di Berlino debutta la BMW 326, l’ammiraglia innovativa, dal punto di vista stilistico e tecnico, della Casa di Monaco. Il veicolo a due litri resta un prodotto esclusivo: la cabriolet a due porte costa ad esempio 6.650 Reichs¬mark. Un confronto: i progetti della Volkswagen prevedono un prezzo di 1.000 marchi.

328: una macchina sportiva diviene una leggenda.
Sempre nel 1936 viene presentata il 14 giugno sul Nürburgring - la nuovissima BMW 328. La BMW 328 predomina nella sua categoria, affascinando anche il leggendario Henne ed anche le concorrenti più potenti vengono spesso declassate da questo gioello. Tra l’aprile 1936 e il settembre 1939 vengono fabbricati 464 esemplari della BMW 328. Fino al 1940 è documentata la partecipazione a 172 gare nazionali e internazionali - il bilancio: 141 vittorie, anche in gare leggendarie come la vittoria finale e il premio di squadra alla Mille Miglia 1940.

335: una sovrana automobile da turismo per la nuova autostrada.

A cavallo degli anni 1937/38 si decide di non progettare ex novo la grande berlina, ma di seguire la quattro porte 326. Nel 1939 debutta sul mercato la 335, una versione ingrandita della 326 con passo allungato e un nuovo motore sei cilindri 3,5 litri. La vettura è concepita soprattutto per la guida sulle nuove autostrade dove sono raggiungibili delle elevate velocità di crociera. Ma l’anno dell’anteprima mondiale del colossal «Via col vento» e del primo ricevitore televisivo standard della Germania, si conclude in una tragedia: il 1. settembre Hitler scatena la Seconda Guerra mondiale.

Una bella carrellata fino a questo momento no?

arriva BMW-web.tv - The International Entertainment Magazine

ed è la prima web tv di casa BMW. Un’iniziativa lanciata solo da qualche giorno,ancora in versione BETA, che a breve sarà definitivamente “consacrata” attraverso campagne pubblicitarie e collegamenti diretti dal sito ufficiale della BMW. Per il momento, visitando il sito, s’intravedono solo gli elementi grafici (su stile 2.0), che lasciano immaginare un mega contenitore di video legati al mondo BMW: dagli spot pubblicitari ai crash test, dalle interviste ai piloti di F1 alle immagini delle singole gare del Mondiale. Insomma, bisognerà attendere solo qualche altra settimana: poi la BMW-web.tv diventerà realtà.

Pillole sulla nuova BMW serie 3

Monitorando gli scenari che riguardano le novità delle BMW abbiamo trovato alcune immagini molto interessati dell’imminente re-style della Serie 3, da sempre il modello di punta della casa Tedesca.

bmw serie 3

A nostro avviso i cambiamenti estetici sono rilevanti sia per quanto riguarda il muso, reso più dinamico ed aggressivo, che per quanto riguarda la coda, più elegante con una netta modifica dell’assetto delle luci. La parte posteriore ci sembra molto migliorata soprattutto a causa di un paraurti più alto e della presenza dei fanali a LED che conferiscono un aspetto più moderno.

Il cambiamento nella parte anteriore dell’auto è acuito dal cofano, molto diverso dalla versione precedente e dall’eliminazione delle “sopracciglia” dal doppio rene.

Nel complesso si tratta di un adeguamento alla versione coupè piuttosto in linea con quanto fatto dalle concorrenti dirette, in particolar modo dall’AUDI A4 e dalla nuova Classe C della Mercedes.

Ovviamente, in questa fase di passaggio del mercato delle auto, la BMW sembra molto attenta alle mosse delle dirette rivali muovendo i propri modelli come se fossero pedine di una scacchiera. Detto così può sembrare brutale ma a noi sorprende l’assoluta efficacia con cui la BMW riesce ad aggiornare i modelli mantenendo la coerenza con la propria tradizione, ma allo stesso tempo proponendo innovazioni che sono frutto di un attento benchmarking e di una sapiente strategia di marketing.

BMW, un azienda all’avanguardia!

Facendo riferimento al precedente post celebrativo della “Hommage”, visto che siamo in vena di celebrazioni, ci piace fare una considerazione sulla BMW azienda e sul fatto che la sua divisione dedicata alla costruzione di telai e di trasmissioni a Dingolfing ha vinto il concorso industriale come “The Best Factory / Industrial Excellence Award 2008”.

Visto che in ebuga c’è anche un gruppo sul mondo del lavoro nell’automotive, la riflessione viene spontanea sugli effetti benefici che eventi di questo genere possono portare su quella che, in gergo, viene definita “employer branding”. In altre parole, sull’immagine dell’azienda non tanto quanto casa produttrice di automobili ma in quanto “datore di lavoro”.
In effetti, la BMW è la prima casa automobilistica a vincere questo prestigioso premio dal 2002 ed è logico pensare che oltre a produrre auto straordinaria, quest’azienda sia anche un ottimo luogo dove lavorare.
Due fattori hanno determinato questa vittoria. In primo luogo le migliorie gestionali messe in opera dai lavoratori stessi, in secondo luogo, la produttività stratosferica degli stessi in termini di qualità dei prodotti, tempi, metodi ed ovviamente costi. Anche Nikolaus Bauer, direttore della produzione, ha enfatizzato il ruolo della condivisione delle conoscenze e delle informazioni da parte dei lavoratori come fattore principale di questo successo. Un fenomeno che può manifestarsi solo in un clima lavorativo positivo, focalizzato sul cliente e caratterizzato dalla volontà di raggiungere gli obiettivi con un approccio sistemico.
Questo premio è basato su un questionario dettagliato sviluppato da accademici dell’INSEAD - uno dei maggiori istituti di business administration e della Scuola di amministrazione whu Otto Beisheim. La logica è quella di analizzare tutti i processi di gestione della divisione produttiva in base a parametri che si basano sull’orientamento al cliente e sulla condivisione di tutti gli attori del processo, dagli operai agli azionisti, dai capi reparti ai fornitori esterni. Processi che devono essere tracciabili e facilmente identificabili.
C’è da dire che questa divisione ha già vinto diversi premi nel passato, come il premio Ludwig-Erhard 2005 per la qualità d’impresa. Si tratta di un vero e proprio “competence center” che fornisce telai e differenziali a tutti gli stabilimenti BMW.
E’ evidente che questo è solo un tassello del mosaico, probabilmente tenderemo a focalizzarci sull’efficacia del marketing e del design (tra l’altro la BMW vince molti premi anche in questo campo!), ciò che risalta di più agli occhi di un automobilista appassionato come me. Ma in BMW anche le divisioni più tecniche che sono solo apparentemente dietro le quinte sembrano funzionare bene. Nel futuro ci proponiamo di valutare un po’ di più la rete commerciale e l’efficacia distributiva della BMW, un altro tassello egualmente fondamentale.

Onore alla BMW M1 Hommage di Giugiaro!

Parlando di supercar, il 2008 è l’anno del trentesimo anniversario della mitica M1. L’azienda quindi renderà omaggio a questo capolavoro di design e tecnologia presso il concorso dell’eleganza Villa d’Este 2008. La M1 firmata Giorgetto Giugiaro è sempre stata considerata una miscela esplosiva di creatività, innovazione e competenza e tutto questo ha portato alla nascita del modello “hommage”.

In effetti, come afferma anche lo stesso Klaus Draeger, membro del consiglio d’amministrazione di BMW group, trarre ispirazione dalla propria tradizione è sempre stata una caratteristica della BMW. Cercare di analizzare sempre e costantemente le proprie radici per evolvere non è certo un compito facile ma nella “hommage” è possibile notare un filo conduttore con la M1 Turbo di Paul Bracq, che già era stata uno straordinario esempio di questo concetto.

bmw M1

Quando si guarda la M1 Hommage si ha proprio l’impressione che sia un condensato di passione, tradizione e concept futuristico. Ciò vale non solo per la splendida motoristica, gli interni supersportivi ed il design emozionante ma anche dall’utilizzo delle cromature in quel “liquid orange” che pure è un colore di marca BMW tipico, ma che in quest’auto assume un ruolo nuovo….innovativo appunto.

“La BMW M1 Hommage denota chiaramente la creatività e il potenziale del team di design BMW. Un progetto come questo è una fonte di ispirazione preziosa per il nostro lavoro quotidiano.”
Adrian van Hooydonk, direttore design BMW Auto

Da questo virgolettato risulta evidente come la BMW M1 significhi molto per gli stessi dipendenti della casa, ed indubbiamente anche secondo il mio modesto parere meritava un plauso come quello di Villa D’Este!

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